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Cos'é il Suiseki


By admin - Posted on 31 luglio 2010

 
INTRODUZIONE
 
Per Suiseki  s’intendono oggi non solo le pietre Giapponesi  con determinate caratteristiche, che vedremo più avanti, ma in senso lato tutte le pietre raccolte dagli appassionati nel mondo. Questa forma d’arte é stata sviluppata dapprima in Cina, poi insieme all’estendersi del Buddismo in Korea ed in Giappone anche in questi paesi grazie ai monaci Zen. In Europa e in America possiamo dire che la pratica di quest’arte é relativamente giovane, intorno agli anni 80, ma gli appassionati  oggi sono sempre più numerosi  anche perché, con lo sviluppo della conoscenza e soprattutto dei luoghi di ricerca, le persone hanno bisogno di un'evasione ai ritmi frenetici delle grandi città e desiderano ritagliarsi un piccolo giardino Zen dove trovare la pace e la serenità per una contemplazione  meditativa e curativa. Il grande amico Carlo Galli mi ha sollecitato a fare una breve cronistoria dei Suiseki per la sua pagina web, purtroppo non vi sono riuscito perché spiegare in poche parole cosa rappresentano le pietre per gli Asiatici é impossibile, bisogna spingersi sotto la superficie per fare capire al profano cosa rappresenta una certa filosofia per determinati popoli. Tutto cio’ che seguirà é tratto da conferenze che ho dato sia in Italia che in Francia. Spero di aver fornito il mio piccolissimo contributo alla conoscenza dei Suiseki.
Certamente ringrazio Carlo per avermi dato questa opportunità.
 
 Marco Favero                               Fréjus 10 Agosto 2010
 

 

 

ORIENTE MAGICO : GONGSHI - SUSEOK – SUISEKI
 
 
Ho sempre pensato a queste pietre come alle chiavi della spiritualità e mi piace citare a questo proposito una breve poesia Zen:
 
 
        NE’ UN FIORE , NE’ UN’OMBRA
         DOV’E’ L’UOMO ?
 
             
 
 
                                                                        NEL TRASPORTO DI ROCCE
                                                                        NELLA TRACCIA DEL RASTRELLO
                                                                        NEL LAVORO DELLA SCRITTURA
 

 

 

Da quando esistono gli uomini, i paesaggi naturali hanno avuto un impatto emozionale forte, tanto che la natura e le sue manifestazioni sono state interpretate come magiche e divine. Se fate caso tutte le costruzioni religiose di ogni tipo sono state messe in modo da suggestionare le persone al rispetto della Divinità in ambienti naturali straordinari dal punto di vista paesaggistico. Chi di voi ha avuto l’occasione di visitare la valle delle Meraviglie vicino a Tenda (Fr) o le incisioni Rupestri di Naquane in Val Camonica, puo’ testimoniare la veridicita’ delle mie affermazioni. La natura per gli uomini della preistoria era sentita come Madre e come Divinità. A differenza degli Occidentali, gli Asiatici hanno un concetto filosofico molto diverso dal nostro, il loro approccio è più globale che individuale, per loro l’uomo non é al centro dell’universo, é l’universo che é sentito come protettore e divino e la natura é il tramite per raggiungere il nirvana.
 
 
 
 
 
 
 
 
          Dalla dinastia Tang ( 618-907 ) le pietre naturali furono raccolte ed esposte specialmente nei giardini . Tali rare pietre furono raffigurate sia in un dipinto intitolato “Tributo al Trasporto” ( Zigong tu) di Yan Liben (circa 600-673) pittore di corte durante il regno dell’imperatore Tang Li Shiming ( 599-649 ) sia in un affresco trovato in una tomba di Li Xian ,uno dei figli di Li .
           Le pietre degli Eruditi avevano un significato di appagamento e di cultura per i Letterati Cinesi ,ispirandoli a ragionare sul cosmo ,a visitare le sacre montagne e i grandi fiumi pur restando nei loro studi o uffici .
           I Cinesi in tempi antichi pensavano che le pietre fossero le ossa del mondo , l’essenza del “Qi” (energia o forza universale di vita) . La storia Cinese è piena di racconti in cui sono protagoniste le pietre , da quelli mitologici della dea Nuwa , che riparò un buco nel cielo con una pietra o ad altri come La Storia di una Pietra di Shitou Ji conosciuto anche come Honglou Meng nel Sogno della Camera Rossa.
           Li Deyu , Ni Sengru (ministri) e i grande poeti Du Fu e Bai Juyi furono tutti grandi appassionati di pietre e nella dinastia Tang è iniziato il collezionismo delle pietre in Cina .
 
 
 
 
Tributo al Trasporto
 
 
 
Nella dinastia SONG ( 960- 1279 ) gli appassionati di pietre ebbero ulteriore impulso
dalle figure dell’imperatore Huizong ,che fu pure un pittore e calligrafo di talento , dai poeti
come Su Shi , Mi FU e Ouyang Xiu . Tutte queste persone portarono nei loro studi piccole
Pietre e si riferirono ad esse come GONGSHI ,una parola che nell’ideogramma significa
“Pietra rispetto “ . Nella metà del XII secolo il “Catalogo delle Pietre Yunlin “è il più
completo lavoro sulle pietre Cinesi di quel periodo e testimonia quanto diffusa fosse la
ricerca e la raccolta delle pietre ed illustra ben 114 rare pietre trovate in tutto il paese e
discute non solo le origini , le forme , i colori e le qualità delle pietre , ma anche i dettagli
dei metodi di produzione .
Nel periodo della dinastia MING ( 1368-1644 ) furono scritti altri libri come il Catalogo Suyuan
il Disegno dei Giardini , e Cose Superflue.
Durante più di 260 anni della dinastia Qing crebbero ancora gli appassionati e come sempre l’imperatore era in prima fila ,come Qianlong fine pittore, collezionista , calligrafo e protettore delle arti . Le famose pietre come “Collina del Fungo nero “ e “Nube Blu “ furono arricchite dalle sue iscrizioni .
Du Wan col Yunlin Stone Catalogue e Lin Youlin col Suyuan Stone Catalogue sono i due libri fondamentali per testimoniare il collezionismo e l’apprezzamento delle pietre Cinesi .
 
 
 
 

 
Di tutte le famose pietre dell’antichità poche sono rinomate come i “Picchi Gemelli “ , che Bai Juyi annoverava fra i suoi migliori amici , “Il Monte Jihua in un vaso “ appartenente a Su Shi e il “Baojin Studio Mountain Inkstone “ appartenuto a MI FU che poi fu venduto ad un amico . Altre pietre furono sotterrate coi proprietari e le guerre ed i disastri naturali ne fecero sparire molte altre . E’ necessario notare che “antico” non si riferisce all’età geologica ma esclusivamente all’età in cui furono raccolte ed esposte . Pertanto le pietre devono essere ammirate per le loro qualità fisiche e spirituali e non per l’età geologica a cui appartengono tutte
 
 
 
Il Monte Jiuha in un vaso .
Illustrazione del Monte Jiuha Contea Qingyuan Anhui .
 
I luoghi di ricerca:
 
 
 

 

 

Credenze Religiose e Filosofiche Cinesi
 
Il termine Gongshi tradotto dagli occidentali come Pietre Spirito evoca il più profondo simbolismo Daoista che è stato alla base dell’interesse degli Eruditi delle dinastie Tang ,Song e Ming . Il principio Daoista del “ PU “ è molto importante per la comprensione delle pietre gongshi . Il Pu è stato tradotto come “blocco immodificato “ che implica le cose nel loro stato naturale . Dal Tao di Pooh :” L’essenza del principio del blocco immodificato è che le cose nella loro propria originale semplicità contengono il loro proprio naturale potere , potere che è facilmente modificato e perduto quando quella semplicità è cambiata “. Le pietre evocano un mondo in miniatura ,un paradiso daoista.
 Nell’esperienza Cinese ,montagne e pietre sono viste come la tangibile personificazione dell’ordine naturale .
La più pura energia Cielo/Terra si fonde nelle pietre e le loro formazioni sono splendide e fantastiche ,nascoste in posti strani in un microcosmo immaginario di montagne .
La pietra non è la rappresentazione materialistica di una montagna ma un simbolo, un’immagine ideale e serve come sostituto per i magnifici panorami ideali sperimentati nei sogni. 
 
 
 
                                  Porta penne – brushrest stone Lingbi Nero con vene bianche
                                                                  Song Dinastia - Daiza Qing Dinastia ,stile del Nord
 
 
L’erudito Francese Rolf  Stein afferma nel suo libro che i primi Cinesi pensavano che in qualche punto delle montagne c’era una grotta che era l’esatta rappresentazione del mondo esterno, al cui centro vi era una grande stalattite che versava il latte dell’appagamento. Qualsiasi roccia che suggerisca una montagna, una grotta o una stalattite diviene importante. Quest’idea e’ rinforzata dal fatto che per i Cinesi non esistono solo i punti cardinali, ma per loro il principale orientamento é “DENTRO”.
I Cinesi guardano il paradiso dentro le cose, mentre noi le guardiano all’esterno e sopra. Vivendo in grotte calcaree senza fine e per la maggior parte inesplorate piene di laghi, fiumi e pesci, non potevano visitarle tutte anche avendo dieci vite.
Per cui paradossalmente quando emersero dalle grotte, continuarono a vedere e a camminare nelle piccole montagne che contenevano questi “mondi tra i mondi”.
Il mito della creazione verrà molto più tardi e questo perché il mondo “dentro” era ben più grande del mondo esteriore. Un altro collegamento colle grotte é il giardino: qui pietre, acqua e costruzioni predominano sugli alberi e i fiori, e sono fatti perché si veda solo una parte del tutto, per ricordarsi dei mondi “dentro”!
 
Richard Rosemblum ,autore del “World Within Worlds “ scrive a proposito delle pietre
Cinesi : “ Per me la più potente presentazione dell’idea è nelle pietre che hanno fori dentro fori ,spirali dentro spirali ,che io chiamo “ Pietre Infinite “ . Variando in grandezza e orientamento ,queste spirali creano la sensazione di un cambiamento continuo e di un mondo infinito in un oggetto finito . La trasformazione e non la miniaturazione è la chiave per accedere alla magia del “mondo dentro un mondo “.
 
 
 
          LE PIETRE CINESI
 

         
secondo la Classificazione Cinese
 
n     Shiwan o pietre curiose
 
n     Qishi o pietre meraviglose o pietre rare
 
n     Guangshangshi o pietre ornamentali o apprezzate
 
n     Guaishi o pietre grottesche
 
n     Yashi o pietre squisite o eleganti
 
n     Shoushi o pietre di lunga vita
 
n     Shishi o pietre Giapponesi Suiseki
 
n     Yishi o pietre naturali ( Taiwan )
 
n     Lingshi o pietre intelligenti
 
n    Chanshi o pietre meditative
 
n    Gongshi o pietre dofferta o spirituali
 
n     Shanshi o pietre montagna
 
 
Quali sono i Criteri Estetici delle Pietre Cinesi?
 
Il Grande Poeta Song Mi Fu assegno i criteri estetici alle pietre della sua collezione basandosi anche sulle esperienze del passato .
 
 
 
Per lui le cose essenziali erano :
SHOU : sottigliezza ed in relazione alle pietre eleganza,forma snella e verticale e pietra solitaria.
ZHOU : rugosità con ricchezza di tessiture e solchi che creano delicate linee di intaglio e ponti in rilievo che mostrano ritmi e cambi di forma. Una pietra piccola può assumere le forme di colline e montagne ed avere in sé sia lo shou che lo zhou .
LOU : canali numerosi e dentellati che si collegano tra di loro in un gioco di infinite suggestioni .
TOU : cavità e aperture .L’aria e la luna piena possono passare attraverso tali aperture ampliando l’immaginario soggettivo .
I collezionisti in seguito aggiunsero Xiu ( attraente), Wan ( duro) , Zhuo(sgraziato) ,Pu (semplice ) e Chou (brutto) per caratterizzare le pietre. Non ha nessuna importanza che il letterato Song Su Shi e il calligrafo e pittore Zhang Banqiao usassero spesso il termine brutto in senso positivo se quella pietra aveva pure distinzione e fascino. A volte una pietra brutta ha un’unicità che trascende i tradizionali concetti di bellezza formale.
Anche se le 4 categorie di MI FU sono ben fatte per la descrizione delle pietre Taihu sicuramente non sono adatte a tutte le altre,per cui sono stati introdotti concetti più estensivi dai successivi collezionisti :
Forma : la prima considerazione per una pietra è che sia formata naturalmente( e colle 4 categorie di Mi Fu) e la loro esposizione deve essere suddivisa in due categorie (astratta e rappresentativa) . La prima dà adito ad una interpretazione individuale e all’immaginazione.La seconda a due ulteriori suddivisioni in paesaggi e oggetti .
Materiale : le pietre devono essere dure nel materiale e ricche di tessitura. I difetti di forma possono essere compensati dalle caratteristiche intrinseche delle pietre. La qualità sonora di una pietra è strettamente collegata all’ottimo materiale.
Colore: idealmente dovrebbe esssere naturale,semplice e puro: principalmente dovrebbe essere nero,grigio o giallo-bruno . Le pietre esposte all’aria o frequentemente toccate dalle mani assumono una speciale “pelle” chiamata Baojing , la patina che è molto apprezzata per la sua naturale antichità .
 Spirito : alcune pietre sono animate o ispirano emozioni .Se in Occidente si presta più attenzione alla forma,materiale ecc. e al fascino globale (Shenyun) e alla concezione artistica (Qiyun), si dice che una pietra mostra la sua intelligenza quando ha lo spirito . Le pietre possono essere statiche o in movimento, in questo caso danno calma e serenità,nel primo invece sembrano volare,danzare o saltare.
Piedestalli e tavolini : tradizionalmente devono essere adattati alla pietra e si suddividono in base alla provenienza delle pietre :basi di legno e pietre raccolte al di sopra del fiume Yangzi sono molto semplici ,classiche come quelle Coreane e Giapponesi. Al di sotto del fiume al sud sono molto “ricamate” e scolpite come opere oserai dire barocche .
L’esposizione delle pietre insomma deve essere in sintonia coi principi ,le idee e le attitudini delle filosofie orientali del Daoismo e del Buddismo Zen . Il Daoismo evoca la naturalezza senza artificiosità e ammira la bellezza naturale ovunque sia. Del Buddismo Zen parleremo più tardi a proposito del Giappone . Per chi vuole approfondire consiglio i due libri di Kemin Hu :
 
 
 
 
I MITI CINESI
 
 
 
Non possiamo finire senza accennare ai miti Cinesi degli Immortali . Prima però vorrei sottolineare una cosa curiosa e forse non una semplice coincidenza. Il nome Lingbi ha un significato geografico ma anche une significato simbolico . Il “ling” è stato descritto pure come “forza spirituale o energia che emana da qualsiasi oggetto pieno di MANA o PU “ come abbiamo visto all’inizio . Pertanto rocce blu o verdi ,pini e prunus in fiore sono sempre raffigurati nei dipinti attorniati dal LINGZHI o fungo immortale (come avete visto nei Shizuo Cinesi).
La tradizione della terra degli Immortali inizia nel periodo pre-HAN ( 221 A.C.) colla poesia Youxian ( poesia del viaggio dell’anima),più tardi divenne una protesta,romantica o con connotazioni religiose. Secondo la tradizione sarebbero tre o più montagne magiche situate nel più lontano mare orientale e nel Liezi vengono descritte tre precise montagne Fanghu,Yingzhou e Penglai . Nate dalla corazza delle tartarughe (simboli di immortalità),queste montagne di notevole altezza, hanno torri e terrazze di oro e giada, animali e uccelli straordinari di un bianco immacolato ,alberi di perle e corallo con frutti eterni (chi li mangia non diventa vecchio né muore), e saggi immortali che volano da una montagna all’altra. Le isole orientali degli Immortali ,riferite al solo Penglai , a volte sono riferite alle sacre montagne Occidentali del Kunlun oppure al Xiwangmu ,la madre Regina dell’Ovest.
Il concetto di paradiso per i Buddisti ha una vicinanza concettuale con quello Daoista delle Isole Orientali , e vi è una relazione stretta tra il monte Meru ed il monte Penglai e quindi pure col monte Kunlun ed anche nel monte Potalaka,il paradiso di Guanyin secondo i Buddisti . Anche nei dipinti Giapponesi del periodo Kamakura e Muromachi vi è la presenza del monte Potalaka. Importante è l’uso di piedestalli di roccia per le divinità, la roccia è intesa come montagna cosmica che rimpiazza il piedestallo di loto . Tali pietre piedestallo possono anche fare da supporto al Penjing o a esposizioni di fiori.
 
 
Mentre la leggenda Penglai mostra la visone dell’inaccessibile terra degli Immortali,identificabile come il paradiso Cinese, altri miti erano parte dell’immaginario popolare nella tradizione youxian. Uno di questi temi erano le Montagne Fluttuanti del Monte Luofu (ad est di Guangzhou ,provincia di Guangdong (Canton)). Il nome Luofu riflette la natura di questa montagna che aveva due principali vette Luo e Fu . Fu ,come suggerisce il nome , era la montagna fluttuante che si staccò dal monte Penglai per raggiungere il monte Luo e fondersi insieme. La nozione di montagne fluttuanti può associarsi ad altre regioni che hanno paesaggi trascendentali come le montagne Dongting che furono trasportate nel lago Tai (vedi pietre taihu). Il nome Dongting litteralmente significa “Entrata delle caverne”, e dongtian “grotte del paradiso”. Il concetto di grotte o caverne del paradiso gioca un ruolo nelle formale gerarchia Daoista dei regni e degli esseri e diventa parte della letteratura più popolare e delle tradizioni Cinesi . L’entrata delle caverne suggerisce il potenziale ingresso in un altro mondo , sia Budda sia i monaci buddisti vi abitavano. L’erudito eremita si ritirava in una grotta,aveva una vita semplice e ascetica . La grotta suggerisce sia la purezza che la tenacità .
Anche se le pietre e le sue forme naturali sono i punti focali dell’apprezzamento per gli eruditi Cinesi , bisogna sottolineare che suggeriscono immaginari rifugi simili alle poesie e ai dipinti della tradizione youxian ed il potere espressivo delle pietre può favorire all’osservatore un rifugio mentale dalla vita di tutti i giorni e un viaggio immaginario nelle terre degli Immortali.
 
 


 
 
 
      LE PIETRE COREANE SUSEOK O SUSOK
 
 
"SU" significa lunga vita e "SEOK" pietra .Oppure,suseok significa pietra di lunga vita o pietra con immagine immutabile .
Korean Suseok ha una lunga storia dai nostri regni antichi, BAEKJE (I Giapponesi chiamano questo paese "Kudara") e KOKURIA*. Questi due antichi regni sono stati fondati dal 1 secolo A.C. fino al 7 Secolo D.C. e sono stati uniti da SILLA. Nei nostri vecchi libri di storia Kokuria importò le Chinese Scholar Stones col Taoismo. Baekje era sotto l’influenza culturale Cinese ed in questo modo importò la cultura del Suseok dalla Cina .
In un libro mandatomi dal mio amico Coreano Dott. Byung Ju Lee sta scritto :
“ Molti popoli hanno formato le loro culture concentrandosi sui propri paesi . Ciò perché vi è una differenza nella gente, nella topografia e nel clima poiché hanno una grande influenza nel forgiare la cultura .”
 Sono pienamente d’accordo con quest’approccio, che lascia intravedere come ogni popolo dia un’interpretazione diversa dello stesso fenomeno estetico e qui parliamo di pietre. Come vedremo in seguito, le differenze sono tangibili e la cultura di ogni popolo le ha sottolineate ampiamente anche perché il materiale di partenza ,come si dice, non era propriamente lo stesso ( e parlo delle pietre Cinesi verso la Corea ed il Giappone).
La Cultura Suseok ,nel regno Baekje, è molto importante per la moderna arte Giapponese del Suiseki perché Baekje era la patria di una larga parte dei popoli Giapponesi ,e questa cultura ed il suo sistema socio-politico ha profondamente inciso il Giappone nel suo insieme . Non vi è nessuna prova di aver dato nascita alla cultura Giapponese del Suiseki ,ma ,come si sa, in uno dei libri antichi Giapponesi c’è una figura di una pietra a forma di catena montagne di chiara origine Suseok in cima ad una coppa in cui si dice che la pietra suseok "Youngsanseok" viene da Baekje.
 
 

Periodo del Medio Evo (1300-1950)
Numerosi Suseoks originariamente raccolti nei regni di Koria e Chosun si trovano nei giardini di templi, palazzi e nelle case dei discendenti dei vecchi collezionisti appartenenti alla classe nobile. Possiamo trovare molte vecchie foto e libri collegati alla cultura del suseok ,che sembra molto diversa dallo stile attuale nelle principali aree del mondo e sono molto simili alle pietre Cinesi Scholar Rocks .
 
 

 

 

 
Vecchio dipinto della dinastia Chosan (1392-1910) che mostra Suseoks simili alle Cinesi Scholar Rocks. Questo genere di pietra è ora classificato come "Goeseok".
 
PRESENTE PERIODO (dal 1950 ad oggi)
 
La recente cultura Suseok è sotto l’influenza del Giappone in aggiunta alla nostra propria cultura tradizionale . Dopo la guerra di Corea 1950~1953, i collezionisti rapidamente raggiunsero la cifra di un milione , ma circa 5 anni fa gradualmente sono diminuiti per la perdita o la chiusura dei luoghi di raccolta e per la difficoltà conseguente di trovare suseok abbastanza belli esteticamente.
 
BIWON ,il giardino segreto
 
 
DIFFERENZE Tra I KOREAN SUSEOK E I SUISEKI GIAPPONESI.
 
La cultura delle pietre nei due paesi condividono la stessa origine e sono molto simili l’una coll’altra. Tuttavia vi sono punti diversi che è giusto sottolineare:
 
1) Differenze di nome e di filosofia: :il Korean suseok è chiamato a seguire la lunga vita e l’immutabile madre natura nella tradizionale cultura Coreana e nella filosofia del naturalismo . Se poteste visitare i tipici giardini Coreani come il “giardino segreto(Biwon)” di Seul, capireste subito la differenza tra il Suseok ed il Suiseki ; in Corea non desideriamo aggiungere nulla di artificiale sia nei giardini che nelle pietre.
2) Preferenze nell’esposizione :
Se la pietra mostra una scena naturale come una montagna,un’isola o simile ,noi preferiamo esporla in un suiban (SUBAN) riempito di sabbia o acqua al posto del DAEZWA (daiza) o ZWADAE.
Molti collezionisti Coreani pensano che l’esposizione in un suiban è più naturale che nel daiza dato che il suseok sta nel suo stato naturale . Tuttavia ciò dipende anche dalle necessità personali, dato che chi non ha uno spazio sufficiente è costretto ad esporli nel daiza.
3) Modificazione del suseok:
Come sappiamo il suiseki Giapponese accetta limitate modificazioni per favorire l’esposizione come tagliare la base .   In Corea non si accettano interventi di nessun tipo sulle pietre.
 
Changeokguand palace
 
 
 
TRE INDISPENSABILI QUALITA’ PER ESSERE SUSEOK.
 
1) FORMA : bisogna avere almeno un punto di merito o punto paesaggio prima di giudicare una pietra suseok .Si dovrebbe trattare di una scena naturale od un oggetto o una pietra astratta.
 2) QUALITA’ DELLA TESSITURA O DELLA SUPERFICIE: le pietre dovrebbero essere abbastanza dure da non poter essere rotte facilmente e la superficie dovrebbe essere abbastanza densa ma non da mostrare pietre grossolane. Dovreste sentire la bellezza nella superficie di una pietra al di là di ogni altra qualità richiesta. Molti collezionisti Coreani pensano che questa è la migliore qualità da ricercare .
3) COLORE :Il colore scuro è il preferito . Altri colori sono apprezzati ma con preferenze in diminuzione :Nero>Bruno>Grigio scuro>Blu scuro >Verde e Rosso >Grigio Chiaro. Il color bianco non è generalmente accettabile. La qualità della superficie e del colore possono essere migliorati col processo nutritivo chiamato "YANGSEOK".Yangseok significa nutrimento di una giovane pietra in modo che diventi più vecchia coll’acqua,lo strofinio della mano e l’esposizione al sole.
 
 


 
 
 
 
LE PIETRE GIAPPONESI:

I SUISEKI
 
 
Il Suiseki è tipicamente Giapponese,significa Sui (acqua) e Seki o Ishi (pietra).
 
Scrive Arishige Matsuura, presidente della Nippon Suiseki Association:
 “Il Suiseki è una pietra la cui esposizione descrive un paesaggio o l’universo. Si dice che il bonsai ed il suiseki siano correlati intimamente l’uno all’altro, però l’esposizione del suiseki è molto più sofisticata. La storia del Suiseki inizia a metà dell’era Muromachi , suiseki “sueno-matsuyama( nishi-honganji) e yumeno-ukihashi(togukawa-museum) “, ed è collegato alla cerimonia del Tè e allo Zen ed ha in sé qualcosa di spirituale. Diventò popolare tra la fine dell’era Edo e l’inizio di quella Meiji. Il “Raisanyo” (Bunjin) o uomo di lettere fu il primo a coltivare quest’arte e la sua spiritualità fu acquisIta oltre all’arte bonsai . Noi godiamo la natura e coltivando il suiseki sentiamo profondamente tutte le varie espressioni estetiche dell’Universo : tutti questi sentimenti portano semplicemente alla pratica del Wabi e Sabi , ed in questo modo ci armonizziamo coll’universo .”
Yuji Yoshimura scrive nel suo libro :” i suiseki sono pietre piccole ,formatesi naturalmente ammirate per la loro bellezza e per il loro potere suggestivo tale da estrinsecare una scena naturale od un oggetto strettamente associato alla natura. Nel 6° secolo D.C. monaci Buddisti portarono in Giappone alcune pietre Cinesi ,i Giapponesi adattarono quest’arte al loro gusto e la praticano tutt’ora . Per mille anni i Giapponesi hanno guardato alle pietre con uno spirito quasi di venerazione. Per i Buddisti la pietra simbolizzava il Monte Shumi ,una mitica montagna sacra ,che si credeva fosse il centro dell’Universo. Per i Taoisti la pietra simboleggiava Horai ,il paradiso Taoista . Per i credenti della filosofia Cinese del “ying-yang”   ( in Giappone in-yo ) una pietra paesaggio nell’acqua rappresentava le due forze fondamentali dell’universo , lo yang (duro ,solido ,secco ,caldo,brillante,forte,rugoso,penetrante) la pietra, e l’acqua lo ying ( soffice, dolce, umido,freddo,scuro,misterioso,debole,passivo,delicato sensitivo e recettivo) .
 
 
I CONCETTI DI WABI E SABI
 
 
 
 
 
Wabi e Sabi sono concetti di origine Zen importati in Giappone dalla Cina .
Sono correlati colla cerimonia del Tè e cogli Haiku e hanno un significato profondo.
WABI è : la bellezza delle cose imperfetta , non permanente ed incompleta , la bellezza umile e modesta e non convenzionale . Il Wabi si richiama al Buddismo Zen che dice : tutte le cose sono imperfette , incomplete e non permanenti .
Si può definire come melanconico,triste,modesto,solitario,desolato,calmo,quieto,immobile,
impoverito o semplice.
SABI è : vecchio,sereno,attenuato,mite,antico,maturo e stagionato,come pure triste,solitario o melancolico .
L’immagine classica del Wabi è quella di una capanna di pescatore abbandonata o di
una spiaggia solitaria battuta dal vento o di una grigia giornata invernale .
L’immagine del Sabi è spesso suggerita dalla patina,dalla corteccia invecchiata o da altri segni del tempo .
 
 
 
Shibui
 
 
 
 
Shibui può significare quieto,composto,elegante,moderato,riservato,posato e raffinato. L’eleganza quieta e discreta di una formale cerimonia del Tè ( Cha-no-yu ) comunica profondamente il significato essenziale di shibui .
 
 
 
 
Quando il Tè è fatto con acqua presa dal profondo dell’anima, il cui fondo è incommensurabile, noi possiamo veramente avere il Cha-no-yu .
 
Toyotomi Hideyoshi, patron of the art of tea, 16th century
 
 
 
YUGEN
 
 
 
Yugen può significare oscuro e buio, sebbene quest’oscurità sia una metafora per
misterioso ,profondo ,incerto ed inafferrrabile e elegante ; il suo simbolo può essere un bianco uccello con un fiore nel becco .
Le immagini classiche di Yugen sono la luna che brilla dietro un velo di nuvole
o la foschia mattutina che vela in parte la montagna .
 
 
 
 
SETTE SONO LE VIRTU’ ZEN DEGLI ARTISTI :
 
1) Asimmetria : la perfezione e simmetria è una barriera alla verità
2) Semplicità : solo il colore dell’inchiostro e pochi fiori naturali
3) Severità o distacco : come prezzemolo seccato o spessa resina di vecchio
   pino . E’ la bellezza causata dall’uso ,la patina o una ceramica consunta e crepata .
4) Naturalezza : la storia del pittore a cui fu chiesto quanto tempo per dipingere
     un bambù : 50 anni e cinque minuti . 50 per studiarlo e 5 per farlo .
5) Profondità o discrezione : niente è rivelato tutto in una volta, anzi bisogna fare
    lo sforzo per apprezzare pienamente un oggetto .
6) Distacco : ogni modo di pensare è un limite allo spirito e alla mente ,se il
    pennello si rompe , si usano le dita per dipingere o un po’ di paglia .
7) Tranquillità : si riferisce all’anima dell’artista , che deve essere quieta e
     meditativa, senza pensare agli scritti o ai dipinti in modo da essere guidato solo  
    dallo spirito nel produrli .
The court is left covered
With the fallen leaves
Of the pine tree ;
No dust is stirred
And calm is my mind          Sen No Rikyu ( 1521-1591 )
 
 
 
 
 
YÔJO
 
 
 
Yô ( sentimento –emozione ) non ha parole per esprimere la sua trascendalità a
differenza di “ Omoi “ ( pensiero –incluse immagini e idee ) .Yôjo ( surplus di
emozione) si manifesta quando “omoi” spontaneamente emerge ed è permeato
di sentimento-emozione in modo da collegare direttamente il cuore e l’anima .
 
 
 
 
 
Considerando il gusto Giapponese per l’ambiguità non dovrebbe sorprendere che questi concetti siano vagamente definiti . Per molti collezionisti i molteplici significati possono essere colti solo attraverso la poesia :
 
A quelli che bramano la fioritura dei ciliegi
Se solo potessi mostrare la primavera
Che brilla da una chiazza di neve
In questo villaggio montano innevato   
Fujiwara no Letaka( 1158-1237 )
 
                                                          
                                                           
 Il richiamo di un uccello
 la quiete della montagna diviene più profonda
 il rimbombo di un’ascia
 la quiete della montagna cresce
 Anonimo (antica poesia Zen cinese)
 
 
 
 
 
Le qualità di Wabi e Sabi sono più evidenti in bonsai e pietre con spigoli arrotondati ,che hanno sopportato intemperie, erosione , vento , sabbia , ghiaccio, terra , calore e acqua .

Queste piante e queste pietre sono apprezzate non solo per la loro bellezza ,ma anche come simboli di resistenza, solidità, stabilità ,forza ,robustezza e carattere .Tuttavia i segni del tempo rivelano anche l’azione inesorabile della natura e rappresentano simbolicamente l’impermanenza, la transitorietà, l’evanescenza ,la caducità ed il carattere effimero di tutte le cose .
 
 
 
 
Per i Giapponesi l’ammirazione per le pietre miniatura era anche influenzata grandemente dallo Shintoismo come per gli altri elementi naturali quali il sole, la luna,e determinati alberi : tutti questi elementi erano abitati da potenti forze spirituali o Kami . Per sottolineare la divina natura di tali pietre ,alcune di queste erano circondate da corde intrecciate di riso come oggetti di culto ,come si può ancora oggi ammirare vicino alla città di Ise ,le cosiddette “Rocce Sposate o Meteoiwa”: per secoli sono state associate a Izanagi e Izanami ,i mitici (maschio e femmina) creatori del Giappone.
Nel Sakuteiki ,il libro dei giardini dell’11° secolo, vi è un’accurata descrizione della posizione delle pietre nei giardini onde evitare di disturbare lo spirito delle pietre portando sfortuna al proprietario. Nel periodo Kamakura ( 1183-1333) col potere dei Samurai ed il commercio coi Cinesi, si affermò il Buddismo Zen e conseguentemente il gusto estetico cambiò ; si affermarono i principi dell’austerità ,della meditazione concentrata, l’esperienza del nulla assoluto e la diretta comunione colla natura, per cui differenti pietre furono ammirate,pietre delicate, profondamente semplici ,serene,austere e senza pretese. In questo periodo i suiseki,la cerimonia del Tè ,l’ikebana,i bonsai ,la calligrafia ,la letteratura,i dipinti,la musica e l’architettura raggiunsero nuovi livelli di raffinatezza e di perfezione.
L’imperatore Go-Daigo ( 1288-1339 ) fallita la sconfitta alla reggenza Kamakura si rifugiò sul monte Yoshino colla sua pietra preferita conosciuta come “Floating bridge of Dreams” il ponte fluttuante dei sogni (Yume no Ukihashi),il cui nome è l’allusione al ritiro e al rimpianto della Lady Ukifune ,una protagonista del famoso “Racconto di Genji “.
 
 
 
FLOATING BRIDGE OF DREAMS (il ponte fluttuante dei sogni),
IL DOBAN E’ UN BRUCIATORE D’INCENSO MODIFICATO.
 
 
Arishige Matsuura aggiunge : “il suiseki è un’arte di sentimento, per cui chi lo pratica ha qualche cosa di poetico in sé . 5 sono le principali caratteristiche del suiseki : Forma,Materia, Colore ,Temperamento e Aspetto antico.
FORMA 
       Il Suiseki deve avere almeno un punto in comune con un paesaggio naturale o colla natura . Il signor Yoshimura ha coniato la regola delle tre facce : FRONTE-RETRO-BASE . Un suiseki è raffinato quando vi è un’armonia tra di loro . Ma non bisogna dimenticare che i più fini suiseki non sono l’esatta copia della natura. In accordo col sentimento Zen per la semplicità , le migliori pietre catturano l’essenza di un oggetto in pochi semplici tratti . Presentando solo la suggestione o il suggerimento dell’oggetto, esprimendo il più con il meno,tali pietre stimolano e sfidano l’immaginazione , istigando l’osservatore a completare il disegno o l’emozione colla propria fantasia e la propria cultura . La suggestione , essendo sia soggettiva che ambigua, dipende in larga parte dalla capacità dell’osservatore ad ammettere una più profonda bellezza nella pietra. Grazie all’esperienza unica dell’individuo e all’abilità di ognuno di andare oltre ad una semplice lettura letterale ,una singola pietra può evocare una varietà di associazioni, interpretazioni e risposte come per esempio nella seguente diapositiva.
       La forma preferibilmente dovrebbe essere del triangolo scaleno, applicando la Regola Aurea,o quella dei Terzi o la sequenza Fibonacci , che permettono di esaltare un’ottima armonia e fornire una corretta prospettiva.
 
 
MATERIA
      Il suiseki deve avere un materiale che non si distrugga nel tempo e mantenga le sue caratteristiche senza cambiarne la qualità . La sua struttura deve essere allo stesso tempo dura e con fine granulometria ,insomma deve avere una buona tessitura. Il suiseki raffinato deve poter trattenere l’umidità se bagnato .
      Nella scala Mohs il suiseki deve essere compreso tra 4 e 7 .
COLORE
       Il colore deve armonizzare colla pietra e di preferenza dovrebbe essere scuro , meglio se nero (maguro), grigio scuro(haiguro) o blu scuro(aoguro),tutti i precedenti sono molto fini.
TEMPERAMENTO
       e’ creato dalla natura e ha diverse estrinsecazioni a seconda delle pietre e delle situazioni geologiche . Ne vediamo alcuni casi :
      Itokake o itomaki è la condizione della presenza di quarzo o calcite lungo le arenarie o i calcari .
 

 
 
 
Shunn come nella tecnica “nanga” è la presenza di pieghe alla base delle montagne :
 
 

 
 
Shiwa è la condizione della superficie che presenta solchi e fessure :
 
 

 
 
Sudati è la condizione di avere molte piccole cavità :
 
 

 
 
Jiyagure è la condizione della presenza di irregolari solchi :
 
 

 
 
Riyugan è quando ci sono parti di quarzo e di calcite :
 
 

 
Nashijidada è la presenza superficiale di piccole perle :
 
 

 
 
Sabahana è la condizione della superficie delle pietre Kikkaseki :
 
 

 
 
Aspetto Antico
 
      E’ la caratteristica più apprezzata del suiseki e si chiama Yoseki . Il vero suiseki ha una forma raffinata,come pure il colore ed il temperamento e se ha pure l’aspetto antico è un vero suiseki. Se voi avete un vecchio giardino giapponese nella vostra casa ,questo è pieno di armonia, se introducete una pietra nuova ,distruggete quell’armonia perché alla pietra manca l’aspetto antico e non si può armonizzare colle altre vecchie pietre. Senza il yoseki non vi è suiseki .
 
Come fare diventare una pietra yoseki?
Metterla su tavola di legno all’aperto,innaffiarla come un bonsai e dopo anni di cura può diventare yoseki come presa dal fiume.
 
 

 
 
 

 

 

 

           
 
                                                  

 

 

 

 
 
 
YOJYURO-ISHI
 

 
 
 
 
                       Arishige Matsuura ,presidente della Nippon Suiseki Association
 

 

 
 
 
      A world of dew                                     Un mondo di sudore
      And within every dewdrop                      E dentro ogni goccia di sudore
      A world of struggle                                Un mondo di lotta

 

 


Per l'amico Carlo con affetto

 

marco favero